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Il Decreto che ha dato inizio a questo sistema di incentivazione è datato 28 luglio 2005.

La prima fase, che definiremo “vecchio Conto Energia” è stata caratterizzata principalmente da due gravi limiti: una potenza massima ammissibile all’incentivazione di 85 MWp/anno e un’eccessiva burocratizzazione, che ha anche prodotto situazioni di speculazione specialmente per gli impianti di grande taglia.

Nonostante ciò, i risultati ottenuti sono significativi del grande interesse delle aziende e dei cittadini verso questa nuova tecnologia, tanto che le domande ricevute sono state nettamente superiori alle aspettative e, soprattutto, alla potenza massima incentivabile.

Il 19 febbraio 2007 il fotovoltaico in Italia ha ripreso la sua corsa grazie al nuovo Decreto (DM 19/02/07) approvato dalla Conferenza Unificata e siglato dal Ministro del Sviluppo Economico e dal Ministro dell’Ambiente.

Con le nuove disposizioni, riviste e aggiornate rispetto ai vecchi decreti (del 28 luglio 2005 e del 6 febbraio 2006), si intende procedere ad una semplificazione del meccanismo d’incentivazione, sia riducendo gli aspetti burocratici (diventa così sufficiente realizzare l’impianto per richiedere la tariffa incentivante al GSE), sia abbattendo il tetto massimo di potenza installabile.

La crescita del mercato fotovoltaico è stata negli ultimi tempi molto forte, basti pensare che solo nei primi 6 mesi del 2007 la potenza fotovoltaica installata è stata pari a 19 MWp con 1.773 impianti, dato positivo considerando che va ben oltre quanto installato in tutto il 2006. Ma da allora sono stati fatti altri passi avanti.

Durante tutto il 2007 infatti, il fotovoltaico in Italia è arrivato a far registrare una crescita record del 300% e siamo ancora all'inizio poiché le potenzialità del mercato italiano non sono state ancora pienamente sviluppate.

Nel 2008 la sua crescita è stata del 110% rispetto all'anno precedente, con 146 MWp installati per 11.800 impianti realizzati.

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Messaggioda archibonarrigo » 24/04/2010, 22:40

Tolleranza solo positiva e maggiori garanzie di performance: il nuovo modulo Conergy PowerPlus supera se stesso.

Più potenza, più produzione, più sicurezza: le nuove caratteristiche dei moduli tedeschi Conergy rendono ancora più affidabile e redditizio l’investimento nel fotovoltaico.



Molti moduli in commercio presentano una tolleranza di potenza che varia per lo più tra il +3 e il -3 percento. Ciò indica
che, rispetto alla potenza nominale, la potenza effettiva di un modulo da 200 W può essere anche di 6 watt in meno.
Questo si traduce in una considerevole perdita economica nell’arco dei 20 anni di incentivazione dell’impianto fotovoltaico: considerando la tariffa di 0,48 € per kWh, per un impianto da 6 kW, ad esempio, il mancato guadagno equivarrebbe ad oltre 2.000 €.



I nuovi moduli Conergy PowerPlus 200-230 P non solo garantiscono che il cliente ottenga dall’impianto fotovoltaico le prestazioni e i ricavi attesi, ma possono addirittura produrre risultati migliori di quelli stimati in fase di progetto. I moduli prodotti da Conergy a Frankfurt Oder in Germania, infatti, sono oggi disponibili con tolleranza di potenza esclusivamente positiva (-0/+2,5%).



Tolleranza positiva significa maggiori rendimenti energetici ed economici ed una maggiore sicurezza dell’investimento. Ma non solo: poiché il prezzo di vendita dei moduli è basato sui Wp nominali, acquistando ad esempio un PowerPlus 220 Wp si pagano 220 Wp per avere, in media, una potenza effettiva di 222,75 Wp: al prezzo/Wp già competitivo, Conergy aggiunge 2,75 Wp in omaggio.



L’alto livello di affidabilità dei moduli Conergy è rafforzato anche dall’aumento della garanzia sulla potenza nominale minima dal 90 al 92% su 12 anni e dalla possibilità di richiedere l’estensione della garanzia sul prodotto da 5 a 10 anni.



Queste nuove caratteristiche incrementano ulteriormente la qualità dei moduli Conergy PowerPlus, confermando il loro posizionamento tra i migliori prodotti del mercato.

I PowerPlus da sempre si distinguono per elevate prestazioni e lunga durata. L’alto livello di automazione del processo produttivo integrato, i severi controlli ed i particolari accorgimenti nel design dei moduli garantiscono i più alti livelli qualitativi. I moduli sono sottoposti a continui test che simulano gli effetti dell’invecchiamento e prevedono prove di resistenza ad estreme escursioni di temperatura (-40+ 85°C) e umidità. I componenti sono studiati per la massima robustezza e durata: i 3 bus-bar aumentano efficienza e vita utile della cella, la cornice senza camera vuota e il vetro solare resistente alla grandine e ai carichi fino a 5400 Pa consentono l’utilizzo dei moduli nelle condizioni atmosferiche più impegnative, la scatola di giunzione parzialmente aderente evita il surriscaldamento del modulo.
archibonarrigo
 
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Film Sottile

Messaggioda enerpoint » 24/04/2010, 23:30

Pramac presenta oggi i sui nuovi moduli fotovoltaici a film sottile.
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Martedì 23 Marzo 2010 14:30 Scritto da Pramac Spa.

Milano, 23 marzo 2010 -

Saranno presentati oggi - nel corso di un seminario riservato agli operatori finanziari specializzati nel settore Energy - i risultati di una due diligence tecnologica ed industriale condotta da NE Nomisma Energia, società indipendente di ricerca in campo energetico e ambientale, sui moduli fotovoltaici "PRAMAC LUCE MICROMORPH" realizzati da Pramac Swiss S.A., controllata al 100% di Pramac S.P.A..

La due diligence industriale è stata condotta da NE Nomisma Energia con il supporto del gruppo di ricerca sul film sottile del dipartimento ENEA-Portici, specializzato nell'attività di R&D nel settore fotovoltaico, per le valutazioni delle caratteristiche tecnologiche dei moduli Micromorph del Gruppo Pramac, secondo un approccio metodologico comparativo.

L'analisi, avviata nell'autunno del 2009 e terminata a febbraio 2010, ha consentito di valutare, su più riprese, tutte le fasi del processo produttivo nella fase cruciale di ramp-up e ha dimostrato che, rispetto alle tecnologie "Thin film" basate sul silicio amorfo, la doppia giunzione microamorfa del modulo PRAMAC LUCE MICROMORPH consente di avere alte prestazioni in termini di efficienza oltre a mostrare un comportamento superiore in temperatura.

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Inoltre, dall'analisi condotta da NE Nomisma Energia emerge che il modulo PRAMAC LUCE MICROMORPH anche in condizioni di basso irraggiamento solare, consente delle ottime prestazioni sia per le installazioni su terreni, particolarmente adatte per le regioni del Sud Italia, sia per le applicazioni "rooftop" o su facciate in integrazione architettonica realizzabili anche in aree a minore esposizione solare.

"Certamente il modulo "PRAMAC LUCE MICROMORPH" realizzato da Pramac Swiss - afferma il Professor Giuseppe Mastropieri, Coordinatore dello studio e Direttore di ricerca dell'area fonti rinnovabili di NE Nomisma Energia - è un esempio di diversificazione industriale in cui, grazie a un team di primo livello con background tecnologico sia nell'industria di processo che manifatturiera, nei semiconduttori e nel thin film si è riusciti non solo a realizzare uno stabilimento "green field" in tempo record, ma soprattutto a gestire e sviluppare la tecnologia Oerlikon Solar che presenta alti standard di automazione non riscontrabili nell'industria del silicio policristallino, spesso frammentata nelle diverse fasi della catena del valore. Inoltre, le certificazioni IEC 61730 e IEC 61646 dimostrano la solidità dei moduli Pramac Luce Micromorph anche nelle contenute perdite di resa nel lungo termine del tutto in linea con le tecnologie di prima generazione".

"Siamo molto soddisfatti dei risultati emersi dalla due diligence tecnologica ed industriale condotta da una società specializzata e così riconosciuta sul mercato qual'è Nomisma Energia - ha commentato Cristian Cavazzuti, Direttore Generale Pramac Swiss SA - che dimostra la qualità ed affidabilità dei nostri moduli che possono essere installati sia in contesti di Building application (BAPV) che di Building integration (BIPV), entrambi segmenti che presentano un grande potenziale nel medio e lungo termine nel settore fotovoltaico su scala mondiale".

"Infatti - conclude il Professor Giuseppe Mastropieri - la due diligence ha consentito di valutare anche gli aspetti distributivi e di installazione del prodotto che, per le caratteristiche estetiche e dimensionali, si presta all'integrazione e semi-integrazione architettonica BAPV e BIPV, e quindi per la revisione degli incentivi, secondo la bozza del nuovo decreto, dovrebbero accedere alla più alta incentivazione prevista"

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